mercoledì 28 ottobre 2009

La Follia del punto di vista, il punto di vista della Follia

Luci gialle si sposano con l’arancio, e la notte ighiotte gli angoli delle chiese.

Scorre, il tempo..scorre il granitico ricordo di questo paesaggio.

Si volta a guardarsi indietro, riccioli neri confusi ne precedono il viso, mi chiedo chi stia guardando, inseguo i suoi occhi sperando nell’incontro di un interlocutore. Guardo ancora cerco le linee della vista ma cadono nel vuoto- e scosso penso – a chi rivolge quei suoni, chi interroga ? finalmente il senso della misura sembra trovare appagamento nella figura di due passeggeri di quel vecchio marciapiede, e cosi in ansia, aspetto la loro risposta.
I due camminatori si guardano interrogativi, non conoscono quello sguardo scuro; il senso della maniera cade, ed io mi angoscio.
Nel mentre di un instante, vedo le parole di quell’ombra cadere nel vuoto denso del buio, il suono si disperde senza risposta mentre i suoi occhi si rivolgono in se stessa. Nessuno risponde, eppur lei chiede. Ancora una volta i riccioli anticipano il movimento di un volto senza ombre, e le gambe che sostengono la solitaria figura la traposportano dove non c’è traguardo, in movimento eppur immobile, interlocutrice introppolata.

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