lunedì 2 novembre 2009

Sapienza


Dentro una Bolla, l’aria si scalda per il mio fiato.
Nuvole e cielo si riflettono sull’etereo guscio, ed il sole....
Un passo avanti all’altro, non c’è direzione nei miei piedi, ma proseguo
Mi volto ma non trovo il nord ne il sud ed allora mi siedo.
Bevo, mangio ed ascolto ma soprattutto guardo; un universo parallelo.
Ed allora il mio sguardo ferma il tempo, lento scorre come un lungo respiro.
E della pioggia il precipitare osservo, il paesaggio rimiro...
- Sgomento -
Allora, sorseggio ancora e di nuovo gusto, poi tocco, odoro e sento ancora.
Ingiallite foglie cadono ai piedi di una mano nera e rugosa, immota.
Si posano sperando di cadere dove possano esser nutrimento
Solo l’asfalto, insensibile le accoglie in gran misura.
Il pensiero dalle foglie ruba il giallo cadente, dentro di me scivolo
Ed infine mi rianimo, il cielo è grigio ed io con lui mi carico di pioggia e le illusioni lavo via,
ed il giallo, ed il grigio mescolo, il brutto ed il bello.
e l’amore...
le goccie lo fanno risuonare per tutti, ovunque.