Discendo dal cielo, nuvole rosse. Mi poggio sulla terra, ne piego le verdi dita sotto il peso delle mie intenzioni - è fuoco - quello che sento. Dagli occhi un impietosa luce dipano, fredda per il ghiaccio, calda per il fuoco. TI guardo; no non sono io a guidicarti, non sono io a non poter fare a meno di Calpestare la terra. Con ogni passo scendi sotto la superfice del mare, i tuoi piedi si imbrigliano nell' umida terra. Acqua fredda penetra le tue ossa. Guardami io sono l'Inizio - contengo la Fine - Le mie sopracciglia raggiungo le mie tempie, il mio sguardo è come quello della fenice, la mia nuca come la testuggine. Se di me scegli il fuoco preparati a bruciare perchè ciò che scegli è il fuoco che desideri, ciò che meriti è il tormento da te scelto. Possa un cielo bianco schiarire il grigio di nuvole infauste, la pioggia sommessa insegnarti il peso delle parole e le - Azioni - possano pesare più delle conseguenze. Non sta a Me giudicarti ma all'impietosità della tua anima ressegnata.
Per coloro che ignorano le leggi di causa ed effetto e seppur possano non capirle, che almeno ne temano le conseguenze.
lunedì 28 settembre 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



Nessun commento:
Posta un commento